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progetto “Oltre il Muro” nel carcere di Massa Marittima

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Si è conclusa la prima parte del progetto “Oltre il Muro” nel carcere di Massa Marittima: un gruppo di detenuti, insieme agli studenti dell’Istituto Volta Pacinotti di Piombino e della Scuola Pontificia Pio IX di Roma, ha scritto la sceneggiatura sotto la direzione di Valerio Cruciani e del regista Michele Collavitti.
Le emozioni e l’umanità che questo progetto ci sta donando si comprendono solo vivendole.
Ci insegnano ad andare davvero oltre il muro, e per questo, al termine di ogni esperienza, le emozioni sono fortissime.
A marzo inizierà la seconda parte, con le riprese delle scene, per arrivare poi alla realizzazione del nostro cortometraggio

Vi aggiorneremo step by step!!!
Grazie a tutti

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Siamo entrati con timore, incertezza e rispetto, siamo usciti commossi ed emozionati. Sono bastati tre giorni all'interno del carcere di Massa Marittima per cambiare completamente punti di vista e sentimenti di ragazzi e adulti.
Rinnovando una collaborazione ormai consolidata con l'ass. Operazione Cuore, tra il 12 e il 14 gennaio cinque ragazzi del triennio hanno iniziato il loro percorso all'interno del PCTO "Oltre il muro", che si tiene all'interno del carcere di Massa Marittima. Scopo del progetto è la realizzazione di un cortometraggio.
Insieme agli studenti del Pio IX, accompagnati da Fratel Andrea Bonfanti, c'erano i ragazzi dell'IIS Carducci-Volta-Pacinotti di Piombino e, ovviamente, un gruppo di sei detenuti della casa circondariale.
La parte creativa del progetto è guidata dal prof. Valerio Cruciani, in veste di sceneggiatore, e dal prof. Michele Collavitti come regista. Ruolo fondamentale è quello svolto dalla direttrice del carcere, la dott.ssa Maria Cristina Morrone, e soprattutto dalla nostra referente interna, la dott.ssa Marilena Rinaldi.
L'entrata in carcere è avvenuta in un'atmosfera sospesa, piena di aspettative e domande. Nell'aula che ci hanno ceduto, subito dopo il primo cancello e le sbarre del settore, ci siamo disposti lungo i banchi, in un silenzio irreale. Poco dopo sono arrivati i detenuti. Anche loro si sono seduti in attesa, seri, curiosi, forse scettici.
Sono bastate poche parole di presentazione e poi l'invito a intervenire, per rompere il ghiaccio. Appena finita la lettura della sceneggiatura, il confronto aperto tra opinioni e commenti ha generato già nella prima giornata un'atmosfera più rilassata. I ragazzi si sono mescolati tra loro creando subito una buona atmosfera. Forse aiutati da questo, i detenuti si sono mostrati altrettanto aperti e generosi, già dal secondo giorno hanno abbassato la guardia, uno di loro ci ha suonato le sue canzoni alla chitarra, altri hanno raccontato la loro vita quotidiana in carcere e qualcuno ha addirittura aperto qualche squarcio sul suo passato, lasciando intravedere fotogrammi di dolore accecanti.
Ma ci sono stati anche diversi momenti divertenti durante le improvvisazioni: detenuti e studenti si sono uniti per interpretare brevi scene davanti alle videocamere, circondati da cavi, luci e microfoni. L'ultimo giorno si è concluso in un modo completamente inaspettato: abbiamo pranzato tutti insieme, consumando un pasto preparato dai detenuti stessi, e siamo potuti uscire nel cortile del carcere per fare una pausa, detenuti, studenti e professori.
Quando ce ne siamo andati, si notava nell'aria quella densità di sentimenti, quel groviglio di emozioni che si sperimentano solo durante certi incontri che si fanno nella vita.
Conclusa questa prima parte, ci sarà un secondo incontro a marzo (date da definire), durante il quale si realizzeranno le riprese del corto. Una nuova sfida, una nuova possibilità di aprire il cuore alla speranza e all'ascolto reciproco. Anche grazie al potere della creatività.